IMPICCATI TU!

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La guerra tra pettorina e collare a scorrimento è ormai il punto nevralgico che divide le due fazioni della cinofilia.
Ovunque si guardi, ovunque si legga ci si imbatte a scontri accesi su quale sia lo strumento migliore o peggiore.

Se ne sono dette di tutte e anche di più, ogni squadra cerca di avallare la propria teoria con ogni mezzo. Ma quale sarà la verità? Chi vincerà? ma soprattutto quale strumento è migliore?

Secondo me entrambi, per scopi diversi, ma entrambi sono strumenti necessari per svolgere le funzioni per le quali sono stati ideati o utili.

Anatomia e Storia

Partendo dal concetto che il cane è un cacciatore, possiamo dire con assoluta sicurezza che negli anni, questo ha mantenuto la stessa struttura ossea e muscolare. Come tale necessita di un collo molto forte e di una rachide cervicale (composta da 7 vertebre) molto mobile, così da poter contrastare il ribellarsi di una preda fino alla sua morte. Possiamo anche notare cani di piccola taglia che una volta afferrato il collo della preda molto più grande di loro e restare attaccati al loro collo nonostante gli scrolloni che questa può dargli per liberarsi. Questo come detto prima è possibile solo grazie alla muscolatura del collo e alla flessibilità delle vertebre…

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Questa cosa possiamo in parte notarla quando vediamo due cani giocare tra loro contendendosi un oggetto. Nel farlo attuano degli strattoni, per nulla delicati utilizzando il collo per farlo.
Hanno misurato che lo strattone che un pitbull può dare con il collo è 77 volte più forte di quella che un umano di stazza media potrebbe dare ad un cane con un collare.

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Quando l’uomo si è avvicinato a quello che sarebbe poi divenuto il cane di oggi, 15000 anni fa, ha iniziato un lavoro di cooperazione arrivando a renderlo domestico e utilizzarlo per i propri scopi. Da quel momento il cane veniva condotto con una corda strutturata a cappio. Quindi possiamo dire che il collare retriever e dopo il collare a scorrimento vengano usati da circa 15.000 anni senza aver portato all’estinzione il cane.

La pettorina è arrivata molto tempo dopo, quando si è cercato di alleviare la pressione sul collo del cane e migliorare le prestazioni durante il traino. Questa però era una pettorina molto diversa da quelle commerciali di oggi. Infatti questa aveva il punto di traino alla base della coda permettendo al cane di muoversi liberamente. ma ne parleremo dopo ma prima voglio descrivervi l’apparato scheletrico della schiena e del torace.

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La regione toracica è la parte più delicata di tutta la struttura fisica del cane. La colonna vertebrale è composta da 13 vertebre da cui partono le costole che si riuniscono più o meno direttamente allo sterno chiudendo il torace. Lo sterno è composto da tante piccole ossicine ed è mobile a differenza di quello umano che è rigido.
Rimangono infine le scapole che a differenza di quelle umane non hanno la clavicola e sono collegate solo tramite la muscolatura.

Ovviamente oggi il cane difficilmente svolge ancora delle funzioni per le quali è stato creato. La società moderna lo vede come un compagno, un amico, e molto spesso riversa su di lui le proprie carenze affettive. Ed ecco qua che i geni del marketing farsi strada tra le emozioni della gente convincendoli che la pettorina sia lo strumento migliore.

Supportati dalle case produttrici sono entrati nelle università veterinarie e nelle scuole cinofile diffondendo il loro verbo che a sua volta è entrato nelle case di tutti i cittadini.
Sicuramente è stata un’abile mossa che ha portato parecchi soldi ai produttori poiché di pettorine se ne cambiano molte di più dei collari oltre ad avere un costo maggiore.

Come in ogni Stato, i politicanti non hanno dato retta a quale fosse la cosa più giusta ma a quella che portasse maggiori voti. Così ecco che anche loro sono entrati nel business promuovendo campagne e divieti al collare a scorrimento.

Ma alla verità non si può mentire infatti in breve tempo si è assistito a padroni trainati da cani con indosso la pettorina. Gli stessi hanno meramente accettato questo disagio pur di non far del male al loro amico.

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La Pettorina

Come abbiamo detto è stata inventata per evitare delle sollecitazioni al collo del cane durante il traino rendendo migliore e più agevole il trasporto. Oggi, facendo leva sull’ignoranza e sulla sensibilità delle persone si è cercato di convincerle che sia lo strumento ideale per far star bene il nostro amico a quattro zampe.
Per arrivare a questo risultato si sono fatte vere e proprie campagne diffamatorie al collare paragonando la struttura fisica di un cane a quella di un essere umano.

“metteresti un cappio a tuo figlio?”
“io il mio cane non lo strozzo”

Sono solo alcune di queste.

Ecco che allora per ovviare a questo la fanta cinofilia ha detto “certo, il vostro cane tira perchè non è abbastanza libero, usate un guinzaglio di 3 metri”
Ovviamente vi lascio immaginare cosa sarebbe successo se tutti fossero andati in giro con un guinzaglio del genere.
Era fantastico vedere i video dove spiegavano come usarlo… Da esperto vi posso dire che non facevano altro che insegnare al cane a seguirli. Cosa che si può fare con una pettorina, un collare o addirittura senza nulla. Si chiama rapporto e gestione.

Constatato il fallimento anche di questo, poiché un proprietario a cui non è stato insegnato come gestire il cane, mettendo una pettorina verrà per forza trascinato, sono spuntate come funghi tantissimi altri modelli di pettorina.
Quella che si aggancia sul davanti e che se il cane tira lo fa girare verso il proprietario. Semplicemente hanno sommessamente che il baricentro del cane non era funzionale alla gestione e agganciando la pettorina sotto il collo questa ha la stessa funzione di un collare.

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Quelle che lo avvolgono come un salame per evitare che possa sfilarsi. Credo ispirati dal Bondage.
Ma le mie preferite, che vendono in tanti negozi che ripudiano il collare a scorrimento, sono quelle che praticamente bloccano le zampe anteriori del cane impedendogli di avere un andatura veloce… Certo queste fanno benissimo al nostro “piccolino.

Beh se non mettereste un collare a vostro figlio non capisco come possiate avvolgerlo come un salame o bloccargli li arti… ma va bene…

Detto questo, la pettorina è vero che non agisce sul collo del cane, ma provoca tante piccole pressioni in in zone molto più delicate.

La spina dorsale che ha molte più vertebre del collo ha un angolo di flessione superiore rischiando di portare le ossa a sfregare tra loro.
Le costole sono piccole e molto delicate tanto da potersi rompere facilmente.
Lo sterno è estremamente delicato essendo formato da piccoli ossicini.
Ma soprattutto le spalle vengono costrette ad avere una mobilità per nulla naturale.

Detto questo, la pettorina è un ottimo strumento me svolgere determinate funzioni, quali il traino, usando quelle apposite che non fanno i danni descritti in precedenza.
Vengono usate per l’attacco e la difesa, infatti quando il cane tira per mordere, questa si stringe sulle spalle dando delle conferme naturali al cane e non sollecitando il collo.
Per il salvataggio, così che l’uomo possa aggrapparsi ad essa e che la stessa aiuti  il cane a stare a galla…
Insomma per tante cose ma sicuramente non per la conduzione.

Collare a Scorrimento

Non è la panacea a tutti i mali come molti pensano. non è vero che mettendolo ad un cane questo smetta di tirare o avere altri comportamenti negativi. Stessa cosa per gli strattoni. Con questi non è che il cane impara meglio.
Come ogni cosa va saputa usare e in questo caso soprattutto.
Quando un cane indossa questo tipo di collare bisogna evitare le trazioni che vanno dal collo del cane verso l’alto. Questo movimento non è naturale e il collo del cane non è strutturato per sopportare facilmente questo tipo di movimento. Infatti le vertebre si curverebbero creando gli stessi problemi descritti in precedenza per la colonna vertebrale.
Ecco che infatti vediamo padroni che vengono trainati, dare strattoni di questo tipo senza alcun risultato se non il soffocamento del cane.
La trazione deve essere fatta lateralmente e all’altezza del collo del cane.

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Prima di far indossare un collare a scorrimento bisogna sapere da che parte metterlo. infatti da un lato questo strozzerà inevitabilmente il cane, dall’altro invece potrà allargarsi e stringersi agevolmente e automaticamente.

Il vantaggio nel suo utilizzo è che se il cane è gestito correttamente, questo collare rimarrà sempre largo attorno al collo del cane che non si accorgerà di averlo. Credo che sia  una cosa non da poco da valutare.

Quindi sono a favore del collare a scorrimento e contrario alla pettorina?
La risposta è sì e no. Se il vostro cane ha una buona gestione per me potete mettergli cosa volete perchè tanto sarà come se fosse libero quindi nessuno dei due sarà realmente attivo.

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Dobbiamo farci entrare in testa che deve essere uno strumento di comunicazione. Questo vuol dire che in alcuni casi servirà a punire il cane, che non vuol dire strozzare, ma stringersi velocemente per poi allargarsi immediatamente così da simulare un morso sul collo del cane e quindi segnalare un errore così come farebbero in natura tra loro.
Non deve essere una cosa ripetitiva ma bisogna essere capaci di farlo in modo che il cane impari immediatamente quello che gli stiamo chiedendo. Una volta che il soggetto lo avrà compreso, lo strumento verrà utilizzato per dare delle correzioni al cane, per lo più uditive date dal rumore degli anelli della catena, così da attirare l’attenzione dello stesso. Ultima fase, servirà per dare delle indicazioni al cane, infatti sempre per la stessa meccanica descritta prima, si accorgerà se sta camminando troppo velocemente, se stiamo girando, se ci siamo fermati ecc…
Tutto questo non può essere fatto senza un professionista che vi insegni e anche qua non si possono ottenere i risultati desiderati senza costruire un rapporto basato sulla fiducia e non sulla violenza.

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Strumenti di Sicurezza

Dal punto di vista della sicurezza invece preferisco il collare a scorrimento. Sono davvero tantissimi i casi in cui una pettorina si è sfilata e il cane è finito sotto una macchina o è scappato. Infatti ancora mi chiedo come sia possibile che al canile obbligano l’uso della pettorina. succede veramente spesso che un cane appena adottato se la sfili e scappi… Oltretutto dentro il canile usano solo guinzagli a cappio proprio per evitare questo.
Con un collare a scorrimento invece possiamo salvare la vita del nostro amico evitando che se lo sfili in condizioni di paura o agitazione. 

Non dimentichiamo che è l’unico strumento che chiunque può utilizzare per staccare due cani che si stanno mordendo… Bisogna imparare come fare ma è sicuramente più pratico e semplice del break stick o del peperoncino che vi assicuro su alcuni cani proprio non ha nessuna utilità. Dimenticatevi anche della manovra di alzare il cane per le zampe posteriori, questa è più una leggenda, vi garantisco che la manovra corretta da fare è talmente complessa che probabilmente nemmeno io riuscirei ad attuare. Non basta fare la carriola.

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Prove Scientifiche

Scientifico o Scientificamente hanno il significato di “rigoroso”.
Ovvero il metodo scientifico è quando per appurare se qualcosa è vero, si fa un esperimento rigoroso per metterlo alla prova.
Per dire che un fatto è scientificamente provato si devono essere fatti esperimenti specifici, condotti in modo rigoroso e che questi sono misurabili e ripetibili. Senza dimenticare che i ricercatori devono  eliminare i loro stessi pregiudizi e tutti gli altri elementi che potrebbero falsare il risultato.

Non basta quindi portare in esame alcuni casi.
Mario Rossi potrebbe dire che su 10 cani 6 hanno riscontrato problemi con il collare a scorrimenti.
Luigi Verdi invece potrebbe affermare il contrario portando in esame 300 cani.

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Ecco che quindi la casistica e la statistica prendono il sopravvento.
Se esaminiamo un tot di cani pressoché identici avremo un risultato basato su queli standard,
Per avere però un risultato reale bisognerebbe prendere:
– tot cani di diverse razze
– tot cani di diverso peso
– tot cani di diverse età
– tot cani con patologie pregresse
Studiarli per tutto l’arco della loro vita e portare a giudizio i propri studi.

Ora capirete come questo sia impossibile da attuare, soprattutto perchè non ci sarebbero abbastanza soldi per questo tipo di esperimento oltre alla difficoltà nell’avere tutti questi soggetti.

Questo per spiegarvi che l’articolo scritto da un veterinario non ha alcun valore scientifico se non fatto in modo rigoroso. Ricordiamo che deve essere fatto senza preconcetti, cosa che difficilmente capita se non sei uno scienziato a tutti gli effetti.
Che i cani che arrivano dai veterinari spesso hanno già patologie.
Ma soprattutto che su 10.000 cani che un veterinario incontra, magari 5000 indossano il collare a scorrimento e 10 di questi hanno lesioni probabilmente imputabili ad un uso scorretto di tale collare. Sulla base di questi 10 allora decide di scrivere un articolo, che non ha alcun valore scientifico, ma personale, senza tenere conto della statistica. Di una cosa siamo certi, i numeri non mentono, non dimentichiamolo.

Quindi ora ripetiamolo: “Quando una o l’altra squadra parla di prove scientifiche sta dicendo una cazzata”

Personalmente posso dirvi che da che ho memoria non ho mai visto un cane morto per un collare a strozzo, fatto salvo che la persona non lo abbia fatto intenzionalmente, ma questo è un altro discorso.
Invece posso dirvi di molti cani scappati o morti a causa di una pettorina sfilata. Da dicembre a gennaio ne ho contati 12.

La base del discorso non è quale degli strumenti sia migliore. Sarebbe come chiedere ad un chirurgo di non usarne uno anche se entrambi essenziali per operare. Tutti gli strumenti sono essenziali, ma tutti gli strumenti vanno saputi usare. Quindi smettiamola di dire questo è bene o questo è male cerchiamo di capire se è stato usato nel modo corretto o meno.

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Ma soprattutto ricordiamoci che alla base di tutto, l’unica cosa che funziona realmente è la relazione con il proprietario e solo grazie a questa possiamo essere felici e rendere felice il nostro amico a quattro zampe.

VOGLIO UN CANE!

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Non giriamoci troppo attorno, chi al giorno d’oggi dice: “ho bisogno di un cane?”
Se ci guardiamo attorno ci sono tantissime razze ma, soprattutto nei centri urbani, nessuna di queste svolge il ruolo attitudinale che la caratterizza.

Il bisogno di avere un cane ormai è legato ad essere un surrogato affettivo.
Diventano così dei compagni per chi è solo, dei figli per chi non ne ha, dei peluches su cui manifestare affetto, qualcuno di cui prendersi cura. Insomma sono per molti degli strumenti per soddisfare in modo egoistico i nostri bisogni. Ma i suoi?

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Le giuste domande

Quanti si pongono la domanda: “di cosa ha bisogno il mio cane?”. Ecco che da qui nascono i problemi.

Quando non si rispetta la memoria di razza del cane, comprendendola e dandole il giusto utilizzo si finisce sempre in un modo o in un altro di accusare il cane di problemi comportamentali.

Mi accorgo spesso che i proprietari danno sempre tutte le colpe al proprio amico a quattro zampe, mai però si mettono in discussione. Difficilmente si chiedono “cosa ho sbagliato?”, “cosa sto sbagliando?”

Beh penso che queste dovrebbero essere le prime domande da farsi quando qualcosa nella relazione non sta andando bene. Questo perchè sarebbe molto più facile rimediare ad un nostro errore piuttosto che cercare di correggere qualcosa di qualcun’altro.

Prima di prendere un cane bisognerebbe prima di tutto mettersi in testa una cosa:
Essendo noi a decidere di fare entrare un essere nella nostra vita abbiamo l’obbligo morale di garantirgli una vita felice e dignitosa.

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Consapevoli di questo allora dobbiamo capire perchè vogliamo prenderlo, e quindi porci altre domande:
– perché lo vogliamo?
– lo vogliamo veramente?
– lo vogliamo perchè ci manca qualcosa?
– possiamo dedicargli il tempo di cui ha bisogno?

Assodato che è una scelta consapevole, dobbiamo capire quale sarebbe quello più giusto per noi e farci altre domande: – taglia? – pelo? – viviamo soli? abbiamo bambini? – dove viviamo? – abbiamo esperienza? – ci da fastidio se abbaia? Già con queste semplici domande possiamo escludere alcune razze.
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La cosa buffa però è che tutto questo non ci garantirà il compagno che vogliamo.
La cosa più importante infatti è scegliere una razza che si sposi meglio con il nostro stile di vita. Possiamo amare fino alla follia il maremmano, ma non possiamo pretendere che poi ci affianchi nella preparazione della maratona di New York. Prendere un Pitbull e lamentarsi che non puoi più andare al parco e liberarlo in mezzo ad altri cani.

Il cane nasce per aiutare l’uomo nello svolgere dei compiti o lavori. Nelle razze sono state quindi esaltate alcune doti a scapito di altre in modo da dare delle competenze e delle attitudini che potessero renderlo destro ai fini per noi utili.
Il percorso corretto da fare prima di scegliere un compagno per la vita sarà quindi attraverso queste domande, capire prima di tutto la razze più indicate al nostro stile di vita.

Informarci su queste, valutandone i pregi e i difetti, le malattie che potrebbero avere, le esigenze e i costi. Rivolgersi quindi ad un bravo e competente allevatore che si presterà volentieri a fornirci tutti i dati clinici dei genitori.

Non sottovalutate questa cosa, quando evitano questa procedura è perchè sotto nascondono qualcosa.

Il problema dell'estetica
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Comprendo che l’aspetto sia molto importante nella scelta di un compagno per la vita, ma in un cane non è tutto. Vi posso garantire per esperienza che finirete per amare anche il cane più brutto, così come potreste arrivare ad odiare quello che invece avete sempre desiderato.
Lo fate anche con i bambini no? I vostri figli sono sempre bellissimi anche se spesso non è così.

Nella scelta del vostro nuovo amico affidatevi quindi sempre a qualcuno di competente che possa aiutarvi e indirizzarvi verso la scelta giusta. Anche se non vi sembra il cane che fa per voi, fidatevi del professionista. Questa è la scelta più importante di tutte. Se sarà fatta sulla base del vostro stile di vita, il vostro carattere e i bisogni suoi, allora tutto andrà per il meglio e sarà l’esperienza più bella della vostra vita.

Purtroppo però tanti trascurano queste cose e guardano solo l’estetica con la conseguenza di trovarsi poi con cani che non sanno gestire, stressati, magari aggressivi o distruttivi.

Un cane bisogna cominciare ad amarlo prima di sceglierlo e dato che possiamo farlo allora cerchiamo di non sbagliare.

Cari proprietari, spero che l’articolo vi si piaciuto e sopratutto utile, nel caso lasciate un “mi piace” e condividetelo!
A presto!

IN PRIGIONE CHIUDITI TU!

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Mi capita molto spesso di proporre ad un proprietario l’utilizzo del Kennel e quasi sempre abbozzano una smorfia sul viso e poi cercano in qualche modo, senza darmi contro, di farmi capire che il loro cane non lo mettono in gabbia.

Ovviamente per chi non conosce lo strumento questo può sembrare tutto fuorché un luogo piacevole e rilassante. Ma questo perchè come spesso succede attribuiamo comportamenti umani al nostro amico a quattro zampe.
Ma non c’è nulla di più sbagliato, infatti purtroppo o per fortuna, molte cose o quasi tutte sono diverse tra umani e cani.

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Ma partiamo dalle basi, Cos’è?

Ma partiamo dalle basi, Cos’è? La parola Kennel tradotta letteralmente vuol dire canile, inteso come quello dove vengono allevati i cani e non confinati nella speranza che prima o poi trovino un proprietario. Oggi più comunemente chiamato trasportino, è uno strumento chiuso sui sei lati con la possibilità di avere uno o due ingressi. Essendo diventato di uso piuttosto comune ormai lo troviamo di tutti i gusti, a rete, alluminio, plastica o tela. Diciamo che in questo caso la scelta più che estetica dovrebbe ricadere in base alla stazza e all’indole del vostro amico oltre all’utilizzo che se ne intende fare.

Ma perchè dobbiamo usarlo?

Se ci sforzassimo un minimo di pensare al nostro cane come un animale e non ad un figlio o un umano ci renderemo subito conto che la maggior parte degli animali vive in una tana.
Questa per loro non è solo una casa ma il luogo dove nascondersi, sottrarsi dai disturbi, riposarsi, mangiare, riprodursi e allevare, insomma il posto migliore del mondo.
Certo, molti di voi penseranno che la sua tana è già casa vostra… Ma voi siete veramente certi che il vostro cane possa sempre vivere indisturbato, rilassarsi e sottrarsi da voi nella vostra abitazione? Avete mai notato che spesso si mette a raspare sui cuscini, spostandoli e girando su se stesso fino a crearsi un involucro “protettivo”? praticamente si sta creando una tana e indirettamente vi sta chiedendo di non essere disturbato.
E quindi una gabbia può essere una tana? Certo che si! è protetta su tutti i lati, consente al cane di osservare all’esterno, è comoda, ma soprattutto è sua, solo lui ci può entrare e lasciare fuori il resto del mondo. Non sottovalutate questo aspetto.

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Ma quali sono i vantaggi nel suo utilizzo?

Potrei rispondere innumerevoli se vi fidaste della mia sola parola, ma cercherò di elencerne il più possibile. Iniziamo con il fatto che, come detto sopra, è la sua tana, quindi un luogo sicuro e confortevole in cui ripararsi. Si tratta di una tana portatile. Infatti potrete portarla in qualunque luogo andrete e il cane, pur trovandosi in un posto nuovo avrà sempre la sua casa a portata di zampa. Può prevenire, soprattutto nel cucciolo la distruzione della casa. Infatti nel caso non foste pratici nell’educazione o non aveste tempo, lasciandolo lì dentro salverete non solo il vostro divano ma gli insegnerete anche a gestire le proprie emozioni.

Con un cucciolo infatti è molto semplice la cosa e sottovalutare questo strumento è davvero un peccato. Vi spiego perchè.
Poco prima che il vostro amico arrivasse a casa vostra, viveva con la cucciolata in un box che non è altro che un kennel senza soffitto. La mamma tutte le volte che uno di loro provava ad uscire lo respingeva dentro, e vi garantisco, non in modo molto carino. Questo lo fanno tutte in natura e potrete facilmente capire il motivo.
Quindi essenzialmente il vostro nuovo compagno di vita, se ci pensate è già abituato a stare li dentro! Certo la differenza è che prima era in compagnia. Ma la natura in questo caso ci viene in aiuto. Infatti a 2 mesi un cane dorme il 90% del suo tempo, questo vuol dire che dopo essersi lamentato un po’ crollerà in un sonno profondo.

Molti fanno anche l’errore di lasciare subito tutta la casa a disposizione, nulla di catastrofico, ma lo mettereste meno in difficoltà dandogli subito un luogo sicuro e comodo e poi facendogli conoscere il resto della casa poco per volta.

Un altro utilizzo da non sottovalutare è che insegna prima e indirettamente al cucciolo a trattenere i bisogni.

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Il Kennel in macchina è un vero salva vita! So che vi fa piacere tenerlo sulle ginocchia o agganciato alla cintura di sicurezza, ma vi farei parlare con alcune persone a cui è morto il cane in questo modo a causa di un incidente.
Avere un buon kennel nel baule invece, in caso d’incidente, evita che il cane sbalzi via e soprattutto in caso di accartocciamento del veicolo la sua struttura contiene l’urto ed evita che venga schiacciato. Ultima cosa, se si aprisse la porta o il baule, per distrazione o incidente non finirebbe fuori dall’auto rischiando la vita.

Speriamo non accada mai ma nel caso in cui il vostro amico dovesse essere ricoverato per problemi di salute, i veterinari saranno costretti a tenerlo in osservazione dentro un kennel. Quindi avendolo abituato, non si troverà in un ambiente nuovo per di più chiuso in qualcosa che non conosce. Lasciare una sua coperta o un vostro maglione da mettere dentro lo aiuterebbe ancora di più.

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Ci sono veramente tante situazioni in cui questo strumento potrebbe tornare utile e sono certo che me ne verrebbero in mente molte altre, anche se credo che quelle elencate siano già sufficienti per convincervi.

Ora tutti vi starete chiedendo, come fare a spiegare al vostro cane che quello è un posto fantastico.
Potrei scrivere altrettante righe per insegnarvelo. Il problema è che, ve lo dico con il sorriso, non mi fido di voi. Per esperienza avete poca pazienza e rischiereste di inventare cose complicando la situazione.
Ci tengo però a dirvi, così che possiate evitarlo, che il cane non va obbligato ad entrarci o chiuso subito dentro. Ci sono tempi e modi per farlo.

Quindi se almeno un po’ vi ho convinti, rivolgetevi ad un addestratore o educatore competente che possa insegnare a voi e al vostro cane come usare questo strumento.
Il vostro cane, credetemi, ve ne sarà grato tutta la vita!

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A presto!