Categoria: Consigli

Consigli su come addestrare un cane.
COMPORTAMENTAMENTALISTI ED ERRORI

COMPORTAMENTALISTI ED ERRORI

COMPORTAMENTALISTI ED ERRORI

Fatto del giorno

Oggi è arrivato un cliente per che mi aveva chiamato per una valutazione.

Il caso:​

Pastore Tedesco maschio di un anno dichiatato da sopprimere da due veterinari comportamentalisti. I suddetti esperti durante la valutazione non hanno avuto alcuna interazione con l’animale, ne gli si sono avvicinati. Una di queste ha anche ritratto immediatamente la mano appena l’animale si è mosso. Come soluzione una di queste ha offerto delle video lezioni. Entrambe hanno dichiarato di non voler lavorare con il cane senza la somministrazione degli psicofarmaci. Infine, saputo che la coppia aveva un bambino hanno consigliato come alternativa la soppressione… Ognuno si è fatto pagare 190 euro per la consulenza. 

Ecco qua di nuovo quelli che si innalzano a grandi esperti, che dovrebbero dedicare la loro vita al benessere animale che con un master di 6 mesi danno giudizi e consigli senza alcuna interazione diretta e con evidente paura del cane.

Queste sono le persone a cui si affidano tantissimi proprietari e si fidano di loro solo per un pezzo di carta privo di significato.

Esame del cane:

Abbaia alle persone che gli si avvicinano. Non cerca di morderle ma fugge senza mostrare aggressività. Anche sotto pressione non aggredisce. Se gli si offre del cibo si avvicina, si siede e lo prende attendendone un altro.

Test:

Sotto pressione non manifesta aggressività.
È stato usato il collare a strozzo per evitare la fuga in caso di spavento. Dopo 10 min di interazione diretta camminava con me e interagiva in maniera sufficientemente propositiva.
È stato spiegato al proprietario semplicemente come gestire il cane comunicandogli fiducia e sicurezza e senza lasciargli alternative poco produttive.
A seguito di questo non ha mostrato agitazione o paura allo sparo restando seduto in attesa. In precedenza era fuggito. Davanti a rumori e stimoli si è dimostrato subito diffidente ma poi incuriosito.
Dopo mezzora di lezione il cane camminando vicino al proprietario, se lo chiamavo correva da me.
In alcune occasioni ha attuato anche comportamenti di invito al gioco.

Conclusioni:

Bene questo era il cane di 1 anno, ripeto di 1 anno le cui uniche soluzioni erano gli psicofarmaci e la soppressione.
Ovviamente ho consigliato al proprietario di educare correttamente il figlio spiegandogli le situazioni da evitare anche se pare che il cane con il bambino abbia un buon rapporto.
Detto questo, cari ciarlatani, prendete il vostro master e ficcatevelo nel culo e magari tornate a fare i veterinari invece di truffare la gente.

Nessun libro vi insegnerà mai nulla, così come nessun professore… sono i cani stessi i maestri a cui affidarsi. Prendeteli in mano e osservateli cari dottorini… magari passate qualche giornata con i vecchi addestratori scorbutici e sporchi di terra e sudore… forse qualcosa imparerete

COME DIVENTARE ADDESTRATORE

COME DIVENTARE ADDESTRATORE

COME DIVENTARE ADDESTRATORE

Come si diventa addestratori?

Molto spesso mi viene fatta questa domanda. Capita anche mi mi chiamino al telefono solo per capire da dove si debba partire e quale corso sia più indicato.

La verità è che nessun corso ti rende competente nel lavorare con i cani. Qualunque sia la sigla che riporta o le ore per il conseguimento. Credo che i corsi da addestratore dovrebbero farlo tutto quelli che decidono di avere un cane. Questo perchè ti danno una conoscenza sufficiente per approcciarti con un cane, ma non con tutti. Ecco io li chiamerei corso per l’educazione di un cane.Uno puó quindi decidere di fare questi corsi a inizio, metà o dopo anni di lavoro. Questo perché il reale motivo per cui bisogna farlo è per avere delle referenze su in pezzo di carta.Con questo non sto dicendo che non siano utili ma che probabilmente comprenderai quello che hai studiato solo dopo molti anni.

Mi spiego meglio.

Finito un corso sei pieno di informazioni e termini tecnici di cui sicuramente a livello teorico conosci perfettamente il significato. Probabilmente anche lavorando un cane userai i termini corretti.

Dopo peró molti anni, quando quello che farai verrà automatico e non penserai più agli studi fatti, ti accorgerai che starai applicando qualcosa che hai studiato e in quel momento ne capirai perfettamente il significato.

Questo per dirvi che solo l’esperienza sul campo e il numero di cani che hai visto farà di te un professionista.

Non fare quindi l’errore di finire un corso e prendere in mano dei cani. Soprattutto non farlo per guadagnare. Datti tempo, molto tempo…

Il mio consiglio è quello di andare in giro per i campi e imparare da tutti. Anche quelli che non condividi.

Inizia dai vecchi addestratori burberi e brontoloni, che ti rivolgono la parola raramente e magari per prenderti in giro.

Impara ad osservarli, resta umile e forse decideranno di condividere con te qualche segreto. Non possono mica dirti tutto no?

Dopo vai in giro ad osservarne altri, ognuno avrà il suo metodo, le sue teorie e le sue storie. Non fare l’errore che fanno tanti, ovvero quello di imparare un solo metodo sperando che funzionerà sempre. Fidati, non funzionerà sempre.

A questo punto saranno passati degli anni e potrai fare un punto della situazione e scegliere la tua strada con un bagaglio già sufficiente da non fare danni ai cani che incontrerai.

C’è una cosa peró che ti insegnerà più di ogni altra cosa. Osservare i cani. Passa molto tempo ad osservarli, capire come interagiscono, come si relazionano, i loro movimenti e comportamenti. Se sarai un bravo osservatore imparerai a mettere in discussione molte cavolate che oggi si sentono in giro. I cani sono i nostri migliori insegnanti. Più ci approcciamo a loro come farebbero con un loro simile, più facile sarà.

Parlare la stessa lingua è la base di tutto. Inizia quindi applicando le tecniche imparate, vedrai che con il tempo diventerà tutto più normale e naturale. Vedrai i cani con un occhio diverso e loro vedendoti naturale ti guarderanno in modo diverso.

Ho avuto un insegnate che non era di quelli che avevano studiato la teoria. Gli allievi mi chiedevano perché lavoravamo in modo diverso, rispondevo “perché lui ha empatia e quella non te la insegna nessun corso”. L’empatia, il capirsi e l’intesa arriverà con il tempo se amerai questo lavoro e terrai davvero ai cani.

Un mio consiglio personale è anche quello di specializzarti. Vedo troppi corsi base con esercizi sportivi. Dog sitter che si improvvisano addestratori, ecc… scegli.

Ti piace lo sport? Dedicati a quello

Ti piace la gestione? Dedicati all’educazione e rieducazione

Vuoi fare la dog sitter, pensione e asili? Vai dove fanno quello, magari anche in canile ad osservare i cani e capire come si relazionano.

Vuoi attuare modificazioni comportamenteli su cani complicati? Vai da qualcuno di bravo e magari dopo 10 anni riuscirai a lavorare senza commettere errori. Se sbagli qui, condanni un cani. Non prenderlo alla leggera.

Volendo poi puoi anche specializzarti in cuccioli o razze specifiche.

Quello che voglio dire è che oggi la cinofilia è un casino perché tutti fanno un po’ di tutto. Ci sono talmente tante possibilità come hai potuto leggere da poterti specializzare e appassionare in qualcosa e diventare bravo in quello. Non puntare a fare numero ma a fare risultati.

L’ultimo consiglio che posso darti è questo:

  • non mentire mai a te stesso. Se una cosa non la sai fare appoggiati a qualcuno o manda il cliente da qualcuno competente in quella cosa. Farai più bella figura.
  • Non mentire mai ai clienti. Se devi essere duro non tirarti indietro. È meglio una verità che fa male ma che aiuta il cane.
  •  Non mentire mai ai cani. Loro non mentono quindi portagli rispetto e guadagnati la loro fiducia.

IL CASO DEL BARBONCINO ASSASSINO

IL CASO DEL BARBONCINO ASSASSINO

Arriva una bellissima coppia di pensionati le cui prime parole lasciano comprendere quanto tengano al loro barboncino e quanto desiderassero che fosse il loro adorabile compagno.

Il problema peró è che il cane, di tre anni, li morde e non si lascia toccare.

Come ogni volta, troppo spesso ultimamente, dopo aver finito di ascoltare il racconto, comincio a spiegare cos’è un cane e quale sia il suo modo di relazionarsi cercando di far comprendere quali fossero stati gli errori commessi.

Di prima battuta la signora si dimostra contrariata, non accettando che il cane non sia un essere amorevole con bisogno d’affetto. Mi dice appunto “lei mi sta descrivendo il cane come un mostro”.

La mia risposta è stata: “no, le sto descrivendo quello che è un cane e quello che puó accadere se non lo si tratta come tale. In realtà i cani sono degli esseri fighissimi proprio perchè sono cani”

A condite la minestra ci si mettono le affermazioni del veterinario che, ovviamente non riesce a toccarlo ma che si sente in dovere di dare consigli di educazione.

La parte più buffa è stata quando ha detto alla signora che il suo cane era un Alfa, osservandolo in uno studio medico… chi è del mestiere comprenderà l’assurdità della cosa.

Dopo aver spiegato che evidentemente questo veterinario, come molti, ha una comprensione del cane puramente accademica ma che non sa prenderli in mano, esce anche che da una settimana il barboncino prende psicofarmaci.

I proprietari si aspettavano che come un meccanico io aggiustassi senza comprendere che erano loro a doversi aggiustare, nonostante gli avessi spiegato per filo e per segno come dovevano iniziare a comportarsi e cambiare.

Decido quindi di mostrare che il cane non ha alcun problema e che il loro veterinario è un incompetente. Infatti senza far nulla di che e con assoluta calma, lo faccio sdraiare e comincio a toccarlo, anche in modo fastidioso, di tutta risposta il cane rimane a terra senza obbiettare con loro che si aspettavano che da un momento all’altro mi avrebbe morso.

Ovviamente l’unica colpa che hanno i proprietari e quella di non essersi rivolti ad un professionista nei primi mesi di vita. Di contro non perdono il veterinario, così come altri, che non sa interagire con un cane ma che si permette di dare consigli.

Ripeto, fate il vostro lavoro, possibilmente bene, e lasciate stare quello che non conoscete. Chi di loro volesse è ben accetto in campo con me per imparare qualcosa.

ATTENZIONE AL CALDO!

ATTENZIONE AL CALDO!

ATTENZIONE AL CALDO!

La cultura puó salvargli la vita! Nonostante il caldo metta a dura prova anche noi esseri umani, vedo sovente proprietari portare i cani a fare lunghe passeggiate in pieno pomeriggio. A volte addirittura correre di fianco alle loro bici.

Consigli:

Il mio consiglio è quello di ridurre al minimo le passeggiate nelle ore più calde. Va bene anche solo il tempo di fargli fare i bisogni. Prediligete la mattina presto o la sera tardi e se siete preoccupati che il cane si annoi o non si sfoghi allora fatelo divertire in casa.

Soprattutto in città l’asfalto è rovente e le zampe dei cani posso riportare serie lesioni. Per darvi un idea, la sensazione è quella che provate a piedi scalzi sulla sabia rovente in piena estate. Un altra cosa di cui spesso non si tiene conto è che la temperatura a 20 o 30 cm dal suolo è molto più alta rispetto a quella percepita a un metro e settanta.

Questo perché il terreno è caldo e il cane percepisce di riflesso la sua temperatura in risalita oltre a ricevere quella che proviene dall’altro dal sole.

Se la testa del cane è rovente evitate di bagnarla. Molto meglio bagnate zampe e petto. Non è l’acqua che gli versate in quel momento a rinfrescarlo perché in poco tempo sarà calda, ma l’aria che camminando rinfrescherà la parte bagnata e farà da dissipatore. In caso di colpo di calore bagante il cane e tenetelo in un posto arieggiato.

Ultima cosa, non lasciate ASSOLUTAMENTE i cani in macchina con questo caldo!

ATTENZIONE AL CALDO!
Can che abbaia... rompe...

Can che abbaia… rompe…

Can che abbaia… rompe…

Vediamo le cose da un altro punto di vista 🐾

I cani che abbaiano molto spesso ci infastidiscono. Non ho mai sentito dire: “quanto è piacevole sentire il mio cane abbaiare”

Comportamenti

I problemi più classici che i clienti mi pongono a riguardo sono:

– il mio cane abbaia quando suonano il campanello

– il mio cane abbaia alle persone che passano davanti a casa

– il mio cane abbaia di notte

– il mio cane abbaia quando non ci siamo

– il mio cane abbaia alle persone

Partono dal presupposto che il cane stia sbagliando o abbia un problema ma tutti omettono una parte importantissima che trasformerebbe la frase in una domanda: “perchè il mio cane abbaia…”

Quando un cane abbaia noi ne siamo infastiditi perché non comprendiamo il significato del suono emesso ma lo percepiamo solo come un disturbo. Allo stesso modo il cane potrebbe percepire il nostro parlare.

Sulla base di questo, chi abbaia di più, noi o loro?

Credo che l’empatia, la comprensione e il desiderio di capire siano motori essenziali alla risoluzione di quasi tutti i problemi.

Conclusioni

Condannando un comportamento invece di capirne il motivo non darà mai alcun vantaggio ad entrambi.

Precisazioni sulla condotta al guinzaglio

Precisazioni sulla condotta al guinzaglio

Precisazioni sulla condotta al guinzaglio

Normalmente vi vengono fatti fare molti esercizi a questo riguardo.

Si lavora con il premio facendo camminare il cane a fianco, qualche seduto, poi vi si dice di premiarlo quando vi guarda… altri magari di fermarvi quando tira, cambiare direzione o di dargli uno strattone.

Tutto questo nello specifico non servono a risolvere il problema ma l’addestratore sta cercando di far capire al cane che è piacevole e gli conviene stare vicino a voi e al proprietario come riuscire ad interagire con il cane. Quindi è giusto farlo ma non necessario.

C’è una ragione alla base del perchè tira, annusa a terra o si fa gli affari suoi… Al cane non frega nulla di voi!

Analizziamo quello che fanno la maggior parte dei proprietari usciti di casa.

– Esce perchè il cane deve fare i suoi bisogni, se il cane imparasse a farla nel WC probabilmente non lo porterebbe mai fuori.

– Esce e non vede l’ora di arrivare al parco più vicino così il cane smette di tirare e lui puó farsi gli affari suoi.

– Cammina guardando o parlando al telefono, arriva al parco, continua a parlare al telefono, attacca per riuscire a richiamarlo dato che il cane non vuole tornare e poi riprende a parlare di fino a casa.

Questi sono solo alcuni esempi, ma se provate a prestare attenzione, ci sono davvero poche persone che passeggiano con il proprio cane godendosi il momento e condividendolo con lui. Spesso faccio questo esempio: “Se uscissi con un amico e passassi tutto il tempo al telefono, dopo poco il vostro amico comincerebbe anche lui a farsi gli affari suoi e probabilmente non verrà la prossima volta con voi”.

Beh… il cane la pensa allo stesso modo.

Quindi?

Bisogna interagire con il proprio cane come fosse un amico, guardatevi, parlategli, scherzate cambiando tono di voce o cambiando direzione, magari camminando improvvisamente indietro e appena vi guarda e viene verso di voi felice fategli due carezze, due pacche, ridendo e complimentandovi. Queste semplici cose, che poi dovrebbero essere la base del piacere di avere un cane, creeranno condivisione e complicità, e oltre a rendere la passeggiata più piacevole renderanno anche il cane più felice.

Queste cose non correggono un cane ormai abituato a tirare, per questo c’è altro lavoro da fare, ma possono aiutare molto. Questo serve alla base per insegnare e spiegare ad un cane quanto sia meglio e bello camminare assieme a voi. Avere un cane deve essere un modo per vivere momenti piacevoli assieme. La prossima volta vi spiegheró perchè non torna al vostro richiamo ma vi spoilero che anche in quel caso “non gli frega nulla di voi”.

CANE Vs LETTO

CANE Vs LETTO

CANE Vs LETTO

Una cosa che molti proprietari tengono a precisare al primo incontro è: “sopra il letto non lo facciamo salire”. Lo dicono in modo molto fiero. La mia risposta è: “Davvero? E perchè?” A quel punto mi guardano sbigottiti.

Il motivo della loro perplessità arriva dall’ormai diffuso messaggio che il cane non deve avere accesso al letto. Questo accade non perchè sia sbagliato, ma perchè molti proprietari non sono in grado di gestire le risorse. Mi spiego.

Il letto, come il divano e altre cose, sono delle risorse, ovvero degli oggetti di vostra proprietà di cui il cane deve essere cosciente e portarne rispetto. Non rendere chiaro al cane cosa è suo e cosa è vostro puó portare a problemi di gestione che possono poi anche diventare gravi. Il letto quindi è una di queste. Se il cane ha compreso che è di vostra proprietà, potrà dormire con voi e anche usufruirne quando non siete presenti. In natura dormo vicini, magari non attaccati come in un letto, ma soprattutto da cuccioli e nei periodi freddi si avvicinano per scaldarsi.

A casa mia funziona nel seguente modo.

Quando arrivo in camera da letto è uno dei miei cani, o tutti, sono sopra il letto, senza che io dica nulla scendono. A quel punto attendono che io mi cambi e mi metta comodo.

Se poi gli dico di salire allora salgono, in caso contrario vanno ognuno nella propria cuccia.

Quindi?

In conclusione vi viene detto di non farlo salire sul letto per precauzione, per evitare che possiate commettere errori e creare problemi. Se imparaste a gestire le vostre risorse allora non ci sarebbe alcun problema, anzi sarebbe del tutto naturale.

cani sul letto
IMPICCATI TU!

IMPICCATI TU!

IMPICCATI TU!

La guerra tra pettorina e collare a scorrimento è ormai il punto nevralgico che divide le due fazioni della cinofilia.
Ovunque si guardi, ovunque si legga ci si imbatte a scontri accesi su quale sia lo strumento migliore o peggiore.

Se ne sono dette di tutte e anche di più, ogni squadra cerca di avallare la propria teoria con ogni mezzo. Ma quale sarà la verità? Chi vincerà? ma soprattutto quale strumento è migliore?

Secondo me entrambi, per scopi diversi, ma entrambi sono strumenti necessari per svolgere le funzioni per le quali sono stati ideati o utili.

Anatomia e Storia

Partendo dal concetto che il cane è un cacciatore, possiamo dire con assoluta sicurezza che negli anni, questo ha mantenuto la stessa struttura ossea e muscolare. Come tale necessita di un collo molto forte e di una rachide cervicale (composta da 7 vertebre) molto mobile, così da poter contrastare il ribellarsi di una preda fino alla sua morte. Possiamo anche notare cani di piccola taglia che una volta afferrato il collo della preda molto più grande di loro e restare attaccati al loro collo nonostante gli scrolloni che questa può dargli per liberarsi. Questo come detto prima è possibile solo grazie alla muscolatura del collo e alla flessibilità delle vertebre…

IMPICCATI TU!

Questa cosa possiamo in parte notarla quando vediamo due cani giocare tra loro contendendosi un oggetto. Nel farlo attuano degli strattoni, per nulla delicati utilizzando il collo per farlo.
Hanno misurato che lo strattone che un pitbull può dare con il collo è 77 volte più forte di quella che un umano di stazza media potrebbe dare ad un cane con un collare.

IMPICCATI TU!

Quando l’uomo si è avvicinato a quello che sarebbe poi divenuto il cane di oggi, 15000 anni fa, ha iniziato un lavoro di cooperazione arrivando a renderlo domestico e utilizzarlo per i propri scopi. Da quel momento il cane veniva condotto con una corda strutturata a cappio. Quindi possiamo dire che il collare retriever e dopo il collare a scorrimento vengano usati da circa 15.000 anni senza aver portato all’estinzione il cane.

La pettorina è arrivata molto tempo dopo, quando si è cercato di alleviare la pressione sul collo del cane e migliorare le prestazioni durante il traino. Questa però era una pettorina molto diversa da quelle commerciali di oggi. Infatti questa aveva il punto di traino alla base della coda permettendo al cane di muoversi liberamente. ma ne parleremo dopo ma prima voglio descrivervi l’apparato scheletrico della schiena e del torace.

IMPICCATI TU!

La regione toracica è la parte più delicata di tutta la struttura fisica del cane. La colonna vertebrale è composta da 13 vertebre da cui partono le costole che si riuniscono più o meno direttamente allo sterno chiudendo il torace. Lo sterno è composto da tante piccole ossicine ed è mobile a differenza di quello umano che è rigido.
Rimangono infine le scapole che a differenza di quelle umane non hanno la clavicola e sono collegate solo tramite la muscolatura.

Ovviamente oggi il cane difficilmente svolge ancora delle funzioni per le quali è stato creato. La società moderna lo vede come un compagno, un amico, e molto spesso riversa su di lui le proprie carenze affettive. Ed ecco qua che i geni del marketing farsi strada tra le emozioni della gente convincendoli che la pettorina sia lo strumento migliore.

Supportati dalle case produttrici sono entrati nelle università veterinarie e nelle scuole cinofile diffondendo il loro verbo che a sua volta è entrato nelle case di tutti i cittadini.
Sicuramente è stata un’abile mossa che ha portato parecchi soldi ai produttori poiché di pettorine se ne cambiano molte di più dei collari oltre ad avere un costo maggiore.

Come in ogni Stato, i politicanti non hanno dato retta a quale fosse la cosa più giusta ma a quella che portasse maggiori voti. Così ecco che anche loro sono entrati nel business promuovendo campagne e divieti al collare a scorrimento.

Ma alla verità non si può mentire infatti in breve tempo si è assistito a padroni trainati da cani con indosso la pettorina. Gli stessi hanno meramente accettato questo disagio pur di non far del male al loro amico.

IMPICCATI TU!

La Pettorina

Come abbiamo detto è stata inventata per evitare delle sollecitazioni al collo del cane durante il traino rendendo migliore e più agevole il trasporto. Oggi, facendo leva sull’ignoranza e sulla sensibilità delle persone si è cercato di convincerle che sia lo strumento ideale per far star bene il nostro amico a quattro zampe.
Per arrivare a questo risultato si sono fatte vere e proprie campagne diffamatorie al collare paragonando la struttura fisica di un cane a quella di un essere umano.

“metteresti un cappio a tuo figlio?”
“io il mio cane non lo strozzo”

Sono solo alcune di queste.

Ecco che allora per ovviare a questo la fanta cinofilia ha detto “certo, il vostro cane tira perchè non è abbastanza libero, usate un guinzaglio di 3 metri”
Ovviamente vi lascio immaginare cosa sarebbe successo se tutti fossero andati in giro con un guinzaglio del genere.
Era fantastico vedere i video dove spiegavano come usarlo… Da esperto vi posso dire che non facevano altro che insegnare al cane a seguirli. Cosa che si può fare con una pettorina, un collare o addirittura senza nulla. Si chiama rapporto e gestione.

Constatato il fallimento anche di questo, poiché un proprietario a cui non è stato insegnato come gestire il cane, mettendo una pettorina verrà per forza trascinato, sono spuntate come funghi tantissimi altri modelli di pettorina.
Quella che si aggancia sul davanti e che se il cane tira lo fa girare verso il proprietario. Semplicemente hanno sommessamente che il baricentro del cane non era funzionale alla gestione e agganciando la pettorina sotto il collo questa ha la stessa funzione di un collare.

IMPICCATI TU!
IMPICCATI TU!

Quelle che lo avvolgono come un salame per evitare che possa sfilarsi. Credo ispirati dal Bondage.
Ma le mie preferite, che vendono in tanti negozi che ripudiano il collare a scorrimento, sono quelle che praticamente bloccano le zampe anteriori del cane impedendogli di avere un andatura veloce… Certo queste fanno benissimo al nostro “piccolino.

Beh se non mettereste un collare a vostro figlio non capisco come possiate avvolgerlo come un salame o bloccargli li arti… ma va bene…

Detto questo, la pettorina è vero che non agisce sul collo del cane, ma provoca tante piccole pressioni in in zone molto più delicate.

La spina dorsale che ha molte più vertebre del collo ha un angolo di flessione superiore rischiando di portare le ossa a sfregare tra loro.
Le costole sono piccole e molto delicate tanto da potersi rompere facilmente.
Lo sterno è estremamente delicato essendo formato da piccoli ossicini.
Ma soprattutto le spalle vengono costrette ad avere una mobilità per nulla naturale.

Detto questo, la pettorina è un ottimo strumento me svolgere determinate funzioni, quali il traino, usando quelle apposite che non fanno i danni descritti in precedenza.
Vengono usate per l’attacco e la difesa, infatti quando il cane tira per mordere, questa si stringe sulle spalle dando delle conferme naturali al cane e non sollecitando il collo.
Per il salvataggio, così che l’uomo possa aggrapparsi ad essa e che la stessa aiuti  il cane a stare a galla…
Insomma per tante cose ma sicuramente non per la conduzione.

Collare a Scorrimento

Non è la panacea a tutti i mali come molti pensano. non è vero che mettendolo ad un cane questo smetta di tirare o avere altri comportamenti negativi. Stessa cosa per gli strattoni. Con questi non è che il cane impara meglio.
Come ogni cosa va saputa usare e in questo caso soprattutto.
Quando un cane indossa questo tipo di collare bisogna evitare le trazioni che vanno dal collo del cane verso l’alto. Questo movimento non è naturale e il collo del cane non è strutturato per sopportare facilmente questo tipo di movimento. Infatti le vertebre si curverebbero creando gli stessi problemi descritti in precedenza per la colonna vertebrale.
Ecco che infatti vediamo padroni che vengono trainati, dare strattoni di questo tipo senza alcun risultato se non il soffocamento del cane.
La trazione deve essere fatta lateralmente e all’altezza del collo del cane.

IMPICCATI TU!

Prima di far indossare un collare a scorrimento bisogna sapere da che parte metterlo. infatti da un lato questo strozzerà inevitabilmente il cane, dall’altro invece potrà allargarsi e stringersi agevolmente e automaticamente.

Il vantaggio nel suo utilizzo è che se il cane è gestito correttamente, questo collare rimarrà sempre largo attorno al collo del cane che non si accorgerà di averlo. Credo che sia  una cosa non da poco da valutare.

Quindi sono a favore del collare a scorrimento e contrario alla pettorina?
La risposta è sì e no. Se il vostro cane ha una buona gestione per me potete mettergli cosa volete perchè tanto sarà come se fosse libero quindi nessuno dei due sarà realmente attivo.

IMPICCATI TU!
IMPICCATI TU!

Dobbiamo farci entrare in testa che deve essere uno strumento di comunicazione. Questo vuol dire che in alcuni casi servirà a punire il cane, che non vuol dire strozzare, ma stringersi velocemente per poi allargarsi immediatamente così da simulare un morso sul collo del cane e quindi segnalare un errore così come farebbero in natura tra loro.
Non deve essere una cosa ripetitiva ma bisogna essere capaci di farlo in modo che il cane impari immediatamente quello che gli stiamo chiedendo. Una volta che il soggetto lo avrà compreso, lo strumento verrà utilizzato per dare delle correzioni al cane, per lo più uditive date dal rumore degli anelli della catena, così da attirare l’attenzione dello stesso. Ultima fase, servirà per dare delle indicazioni al cane, infatti sempre per la stessa meccanica descritta prima, si accorgerà se sta camminando troppo velocemente, se stiamo girando, se ci siamo fermati ecc…
Tutto questo non può essere fatto senza un professionista che vi insegni e anche qua non si possono ottenere i risultati desiderati senza costruire un rapporto basato sulla fiducia e non sulla violenza.

IMPICCATI TU!

Strumenti di Sicurezza

Dal punto di vista della sicurezza invece preferisco il collare a scorrimento. Sono davvero tantissimi i casi in cui una pettorina si è sfilata e il cane è finito sotto una macchina o è scappato. Infatti ancora mi chiedo come sia possibile che al canile obbligano l’uso della pettorina. succede veramente spesso che un cane appena adottato se la sfili e scappi… Oltretutto dentro il canile usano solo guinzagli a cappio proprio per evitare questo.
Con un collare a scorrimento invece possiamo salvare la vita del nostro amico evitando che se lo sfili in condizioni di paura o agitazione. 

Non dimentichiamo che è l’unico strumento che chiunque può utilizzare per staccare due cani che si stanno mordendo… Bisogna imparare come fare ma è sicuramente più pratico e semplice del break stick o del peperoncino che vi assicuro su alcuni cani proprio non ha nessuna utilità. Dimenticatevi anche della manovra di alzare il cane per le zampe posteriori, questa è più una leggenda, vi garantisco che la manovra corretta da fare è talmente complessa che probabilmente nemmeno io riuscirei ad attuare. Non basta fare la carriola.

IMPICCATI TU!

Prove Scientifiche

Scientifico o Scientificamente hanno il significato di “rigoroso”.
Ovvero il metodo scientifico è quando per appurare se qualcosa è vero, si fa un esperimento rigoroso per metterlo alla prova.
Per dire che un fatto è scientificamente provato si devono essere fatti esperimenti specifici, condotti in modo rigoroso e che questi sono misurabili e ripetibili. Senza dimenticare che i ricercatori devono  eliminare i loro stessi pregiudizi e tutti gli altri elementi che potrebbero falsare il risultato.

Non basta quindi portare in esame alcuni casi.
Mario Rossi potrebbe dire che su 10 cani 6 hanno riscontrato problemi con il collare a scorrimenti.
Luigi Verdi invece potrebbe affermare il contrario portando in esame 300 cani.

IMPICCATI TU!

Ecco che quindi la casistica e la statistica prendono il sopravvento.
Se esaminiamo un tot di cani pressoché identici avremo un risultato basato su queli standard,
Per avere però un risultato reale bisognerebbe prendere:
– tot cani di diverse razze
– tot cani di diverso peso
– tot cani di diverse età
– tot cani con patologie pregresse
Studiarli per tutto l’arco della loro vita e portare a giudizio i propri studi.

Ora capirete come questo sia impossibile da attuare, soprattutto perchè non ci sarebbero abbastanza soldi per questo tipo di esperimento oltre alla difficoltà nell’avere tutti questi soggetti.

Questo per spiegarvi che l’articolo scritto da un veterinario non ha alcun valore scientifico se non fatto in modo rigoroso. Ricordiamo che deve essere fatto senza preconcetti, cosa che difficilmente capita se non sei uno scienziato a tutti gli effetti.
Che i cani che arrivano dai veterinari spesso hanno già patologie.
Ma soprattutto che su 10.000 cani che un veterinario incontra, magari 5000 indossano il collare a scorrimento e 10 di questi hanno lesioni probabilmente imputabili ad un uso scorretto di tale collare. Sulla base di questi 10 allora decide di scrivere un articolo, che non ha alcun valore scientifico, ma personale, senza tenere conto della statistica. Di una cosa siamo certi, i numeri non mentono, non dimentichiamolo.

Quindi ora ripetiamolo: “Quando una o l’altra squadra parla di prove scientifiche sta dicendo una cazzata”

Personalmente posso dirvi che da che ho memoria non ho mai visto un cane morto per un collare a strozzo, fatto salvo che la persona non lo abbia fatto intenzionalmente, ma questo è un altro discorso.
Invece posso dirvi di molti cani scappati o morti a causa di una pettorina sfilata. Da dicembre a gennaio ne ho contati 12.

La base del discorso non è quale degli strumenti sia migliore. Sarebbe come chiedere ad un chirurgo di non usarne uno anche se entrambi essenziali per operare. Tutti gli strumenti sono essenziali, ma tutti gli strumenti vanno saputi usare. Quindi smettiamola di dire questo è bene o questo è male cerchiamo di capire se è stato usato nel modo corretto o meno.

IMPICCATI TU!

Ma soprattutto ricordiamoci che alla base di tutto, l’unica cosa che funziona realmente è la relazione con il proprietario e solo grazie a questa possiamo essere felici e rendere felice il nostro amico a quattro zampe.

VOGLIO UN CANE!

VOGLIO UN CANE!

VOGLIO UN CANE!

Non giriamoci troppo attorno, chi al giorno d’oggi dice: “ho bisogno di un cane?”
Se ci guardiamo attorno ci sono tantissime razze ma, soprattutto nei centri urbani, nessuna di queste svolge il ruolo attitudinale che la caratterizza.

Il bisogno di avere un cane ormai è legato ad essere un surrogato affettivo.
Diventano così dei compagni per chi è solo, dei figli per chi non ne ha, dei peluches su cui manifestare affetto, qualcuno di cui prendersi cura. Insomma sono per molti degli strumenti per soddisfare in modo egoistico i nostri bisogni. Ma i suoi?

VOGLIO UN CANE!
Le giuste domande

Quanti si pongono la domanda: “di cosa ha bisogno il mio cane?”. Ecco che da qui nascono i problemi.

Quando non si rispetta la memoria di razza del cane, comprendendola e dandole il giusto utilizzo si finisce sempre in un modo o in un altro di accusare il cane di problemi comportamentali.

Mi accorgo spesso che i proprietari danno sempre tutte le colpe al proprio amico a quattro zampe, mai però si mettono in discussione. Difficilmente si chiedono “cosa ho sbagliato?”, “cosa sto sbagliando?”

Beh penso che queste dovrebbero essere le prime domande da farsi quando qualcosa nella relazione non sta andando bene. Questo perchè sarebbe molto più facile rimediare ad un nostro errore piuttosto che cercare di correggere qualcosa di qualcun’altro.

Prima di prendere un cane bisognerebbe prima di tutto mettersi in testa una cosa:
Essendo noi a decidere di fare entrare un essere nella nostra vita abbiamo l’obbligo morale di garantirgli una vita felice e dignitosa.

VOGLIO UN CANE!

Consapevoli di questo allora dobbiamo capire perchè vogliamo prenderlo, e quindi porci altre domande:
– perché lo vogliamo?
– lo vogliamo veramente?
– lo vogliamo perchè ci manca qualcosa?
– possiamo dedicargli il tempo di cui ha bisogno?

Assodato che è una scelta consapevole, dobbiamo capire quale sarebbe quello più giusto per noi e farci altre domande: – taglia? – pelo? – viviamo soli? abbiamo bambini? – dove viviamo? – abbiamo esperienza? – ci da fastidio se abbaia? Già con queste semplici domande possiamo escludere alcune razze.
VOGLIO UN CANE!

La cosa buffa però è che tutto questo non ci garantirà il compagno che vogliamo.
La cosa più importante infatti è scegliere una razza che si sposi meglio con il nostro stile di vita. Possiamo amare fino alla follia il maremmano, ma non possiamo pretendere che poi ci affianchi nella preparazione della maratona di New York. Prendere un Pitbull e lamentarsi che non puoi più andare al parco e liberarlo in mezzo ad altri cani.

Il cane nasce per aiutare l’uomo nello svolgere dei compiti o lavori. Nelle razze sono state quindi esaltate alcune doti a scapito di altre in modo da dare delle competenze e delle attitudini che potessero renderlo destro ai fini per noi utili.
Il percorso corretto da fare prima di scegliere un compagno per la vita sarà quindi attraverso queste domande, capire prima di tutto la razze più indicate al nostro stile di vita.

Informarci su queste, valutandone i pregi e i difetti, le malattie che potrebbero avere, le esigenze e i costi. Rivolgersi quindi ad un bravo e competente allevatore che si presterà volentieri a fornirci tutti i dati clinici dei genitori.

Non sottovalutate questa cosa, quando evitano questa procedura è perchè sotto nascondono qualcosa.

Il problema dell'estetica
VOGLIO UN CANE!

Comprendo che l’aspetto sia molto importante nella scelta di un compagno per la vita, ma in un cane non è tutto. Vi posso garantire per esperienza che finirete per amare anche il cane più brutto, così come potreste arrivare ad odiare quello che invece avete sempre desiderato.
Lo fate anche con i bambini no? I vostri figli sono sempre bellissimi anche se spesso non è così.

Nella scelta del vostro nuovo amico affidatevi quindi sempre a qualcuno di competente che possa aiutarvi e indirizzarvi verso la scelta giusta. Anche se non vi sembra il cane che fa per voi, fidatevi del professionista. Questa è la scelta più importante di tutte. Se sarà fatta sulla base del vostro stile di vita, il vostro carattere e i bisogni suoi, allora tutto andrà per il meglio e sarà l’esperienza più bella della vostra vita.

Purtroppo però tanti trascurano queste cose e guardano solo l’estetica con la conseguenza di trovarsi poi con cani che non sanno gestire, stressati, magari aggressivi o distruttivi.

Un cane bisogna cominciare ad amarlo prima di sceglierlo e dato che possiamo farlo allora cerchiamo di non sbagliare.

Cari proprietari, spero che l’articolo vi si piaciuto e sopratutto utile, nel caso lasciate un “mi piace” e condividetelo!
A presto!

IN PRIGIONE CHIUDITI TU!

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Mi capita molto spesso di proporre ad un proprietario l’utilizzo del Kennel e quasi sempre abbozzano una smorfia sul viso e poi cercano in qualche modo, senza darmi contro, di farmi capire che il loro cane non lo mettono in gabbia.

Ovviamente per chi non conosce lo strumento questo può sembrare tutto fuorché un luogo piacevole e rilassante. Ma questo perchè come spesso succede attribuiamo comportamenti umani al nostro amico a quattro zampe.
Ma non c’è nulla di più sbagliato, infatti purtroppo o per fortuna, molte cose o quasi tutte sono diverse tra umani e cani.

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Ma partiamo dalle basi, Cos’è?

Ma partiamo dalle basi, Cos’è? La parola Kennel tradotta letteralmente vuol dire canile, inteso come quello dove vengono allevati i cani e non confinati nella speranza che prima o poi trovino un proprietario. Oggi più comunemente chiamato trasportino, è uno strumento chiuso sui sei lati con la possibilità di avere uno o due ingressi. Essendo diventato di uso piuttosto comune ormai lo troviamo di tutti i gusti, a rete, alluminio, plastica o tela. Diciamo che in questo caso la scelta più che estetica dovrebbe ricadere in base alla stazza e all’indole del vostro amico oltre all’utilizzo che se ne intende fare.

Ma perchè dobbiamo usarlo?

Se ci sforzassimo un minimo di pensare al nostro cane come un animale e non ad un figlio o un umano ci renderemo subito conto che la maggior parte degli animali vive in una tana.
Questa per loro non è solo una casa ma il luogo dove nascondersi, sottrarsi dai disturbi, riposarsi, mangiare, riprodursi e allevare, insomma il posto migliore del mondo.
Certo, molti di voi penseranno che la sua tana è già casa vostra… Ma voi siete veramente certi che il vostro cane possa sempre vivere indisturbato, rilassarsi e sottrarsi da voi nella vostra abitazione? Avete mai notato che spesso si mette a raspare sui cuscini, spostandoli e girando su se stesso fino a crearsi un involucro “protettivo”? praticamente si sta creando una tana e indirettamente vi sta chiedendo di non essere disturbato.
E quindi una gabbia può essere una tana? Certo che si! è protetta su tutti i lati, consente al cane di osservare all’esterno, è comoda, ma soprattutto è sua, solo lui ci può entrare e lasciare fuori il resto del mondo. Non sottovalutate questo aspetto.

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Ma quali sono i vantaggi nel suo utilizzo?

Potrei rispondere innumerevoli se vi fidaste della mia sola parola, ma cercherò di elencerne il più possibile. Iniziamo con il fatto che, come detto sopra, è la sua tana, quindi un luogo sicuro e confortevole in cui ripararsi. Si tratta di una tana portatile. Infatti potrete portarla in qualunque luogo andrete e il cane, pur trovandosi in un posto nuovo avrà sempre la sua casa a portata di zampa. Può prevenire, soprattutto nel cucciolo la distruzione della casa. Infatti nel caso non foste pratici nell’educazione o non aveste tempo, lasciandolo lì dentro salverete non solo il vostro divano ma gli insegnerete anche a gestire le proprie emozioni.

Con un cucciolo infatti è molto semplice la cosa e sottovalutare questo strumento è davvero un peccato. Vi spiego perchè.
Poco prima che il vostro amico arrivasse a casa vostra, viveva con la cucciolata in un box che non è altro che un kennel senza soffitto. La mamma tutte le volte che uno di loro provava ad uscire lo respingeva dentro, e vi garantisco, non in modo molto carino. Questo lo fanno tutte in natura e potrete facilmente capire il motivo.
Quindi essenzialmente il vostro nuovo compagno di vita, se ci pensate è già abituato a stare li dentro! Certo la differenza è che prima era in compagnia. Ma la natura in questo caso ci viene in aiuto. Infatti a 2 mesi un cane dorme il 90% del suo tempo, questo vuol dire che dopo essersi lamentato un po’ crollerà in un sonno profondo.

Molti fanno anche l’errore di lasciare subito tutta la casa a disposizione, nulla di catastrofico, ma lo mettereste meno in difficoltà dandogli subito un luogo sicuro e comodo e poi facendogli conoscere il resto della casa poco per volta.

Un altro utilizzo da non sottovalutare è che insegna prima e indirettamente al cucciolo a trattenere i bisogni.

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Il Kennel in macchina è un vero salva vita! So che vi fa piacere tenerlo sulle ginocchia o agganciato alla cintura di sicurezza, ma vi farei parlare con alcune persone a cui è morto il cane in questo modo a causa di un incidente.
Avere un buon kennel nel baule invece, in caso d’incidente, evita che il cane sbalzi via e soprattutto in caso di accartocciamento del veicolo la sua struttura contiene l’urto ed evita che venga schiacciato. Ultima cosa, se si aprisse la porta o il baule, per distrazione o incidente non finirebbe fuori dall’auto rischiando la vita.

Speriamo non accada mai ma nel caso in cui il vostro amico dovesse essere ricoverato per problemi di salute, i veterinari saranno costretti a tenerlo in osservazione dentro un kennel. Quindi avendolo abituato, non si troverà in un ambiente nuovo per di più chiuso in qualcosa che non conosce. Lasciare una sua coperta o un vostro maglione da mettere dentro lo aiuterebbe ancora di più.

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Ci sono veramente tante situazioni in cui questo strumento potrebbe tornare utile e sono certo che me ne verrebbero in mente molte altre, anche se credo che quelle elencate siano già sufficienti per convincervi.

Ora tutti vi starete chiedendo, come fare a spiegare al vostro cane che quello è un posto fantastico.
Potrei scrivere altrettante righe per insegnarvelo. Il problema è che, ve lo dico con il sorriso, non mi fido di voi. Per esperienza avete poca pazienza e rischiereste di inventare cose complicando la situazione.
Ci tengo però a dirvi, così che possiate evitarlo, che il cane non va obbligato ad entrarci o chiuso subito dentro. Ci sono tempi e modi per farlo.

Quindi se almeno un po’ vi ho convinti, rivolgetevi ad un addestratore o educatore competente che possa insegnare a voi e al vostro cane come usare questo strumento.
Il vostro cane, credetemi, ve ne sarà grato tutta la vita!

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A presto!